• Teresa Tardia

La fotografia che diventa arte con Nerina Toci

E’ stato pubblicato a fine gennaio Un seme di collina, il nuovo libro fotografico di Nerina Toci che vive e lavora tra Palermo e Milano: ama fotografare privilegiando il bianco e il nero.


Il testo del libro curato da Davide di Maggio ed edito da Fondazione Mudima, comprende una selezione di fotografie realizzate in Sicilia lungo un triennio che va dal 2017 al 2020 con uno sguardo condizionato dai sogni e dall’emotività. Letizia Battaglia ha sottolineato che nei suoi lavori l’inquietudine e la grazia sono espressione della realtà, con una immaginazione sconfinata, che supera i confini della fotografia e porta l’individuo in un mondo incantato dove la mente è libera di viaggiare.


Foto: Copertina del libro


Dice di lei Davide di Maggio: «Il fotografo blocca un istante in eterno, lei apre quell’istante all’infinito. Le sue fotografie non hanno a che fare con l’effimero della nostra società, ma hanno piuttosto quella “perennità” delle opere che si tramandano nel tempo. Il tempo non è un limite ma diventa suo alleato. La realtà che la circonda non le interessa, la sua è un instancabile ricerca di un mondo che non trova, ma che è ben chiaro nella sua lucidissima immaginazione e che riesce a esprimere nelle sue fotografie anche grazie ad un grandissimo talento. Questa è la forza di Nerina Toci, il suo fascino, il suo magnetismo. E questo è il sogno dell’arte che grazie a lei si avvera e che questo nuovo libro ci restituisce in tutte le sue parti mettendo in luce il ruolo centrale da lei assunto tanto come testimone del mondo dell'arte e della realtà sociale in profondo mutamento che la circonda, quanto come protagonista di nuovi percorsi di ricerca e di espressione artistica».


La chiave per capire questo lavoro di Nerina Toci è che la fotografia prende subito altre rotte, diventando opera d’arte. La macchina fotografica è semplicemente un mezzo che consente di esprimere quello che per un fotografo è impossibile: uscire dalla realtà che ci circonda per addentrarsi in una sorta di Wunderkammer – una realtà personale che diventa universale – nella quale entriamo insieme a lei.


Alcuni degli scatti di Nerina Toci possono essere ammirati dal pubblico nella mostra collettiva La Face autre de l'autre Face, alla Fondazione Mudima (www.mudima.net info@mudima.net) fino al 12 marzo 2021. L’esposizione, curata da Davide di Maggio, arriva a Milano dopo essere stata ospitata al Muc - Musée Urbain Cabrol di Villefranche de Rouergue. L’esposizione sarà visitabile in assoluta sicurezza, con accessi contingentati nella quantità e nella frequenza.


Chiudiamo con una citazione dell’artista: Un tempo il mio sguardo veniva condizionato dai sogni, dalla superficie emotiva, dove il punto focale era l'indagine sulla mia identità e su ciò che rappresentava il reale per me. Ad oggi il mio tentativo secondo è di catturare la struttura dell'identità universale attraverso l'esperienza sensibile. Mi pongo una domanda: che cosa è il reale? (Nerina Toci)