• Katia D. De Sessa

Il Sud è tesoro, sperperato e depredato


Fonte: Comune di Tarsia


“Rancorosa letteratura neo-borbonica”, è l’etichetta che si appioppa a chi lamenta la vergognosa situazione in cui versa il Meridione, e il modo altrettanto vergognoso con cui i media nazionali ne parlano (quando ne parlano).


Perché se è vero (com’è vero) che la storia ci ha restituito un’immagine aurea e angelicata di Garibaldi e dei suoi mille (avanzi di galera) che avrebbero salvato il Sud da una situazione paludosa e colerica, dal brigantaggio, dalla povertà assoluta e da caratteri fisionomici al limite del paleolitico, è altrettanto vero che lo Stato Italiano, inteso come agglomerato di persone che condividono la stessa cultura, lingua, tradizioni etc, con il Sud Italia condivide al massimo la cartina geografica.


E’ notizia degli ultimi giorni che, con decreto ministeriale a firma Orlando, sono stati stanziati molti, molti soldi destinati al rinforzo della presenza degli assistenti sociali su tutto il territorio nazionale; per ovvi motivi, si pensa soprattutto alle zone più disagiate a livello sociale, guarda caso per la maggior parte al Sud. E’ previsto un requisito: avere almeno 1 assistente sociale ogni 5000 abitanti. Nella malaugurata ipotesi in cui ogni 6500 abitanti non ce ne sia nemmeno uno, invece, sono previste penalizzazioni (ovviamente monetarie). Non vi stupirà sapere che in base a questi due requisiti a Milano arriveranno ben 1,9 milioni di euro e a Roma o Caserta ZERO.


Si tratta di una bazzecola, rispetto al trattamento discriminante cui il Meridione è sottoposto da tempi remoti.


I fondi del Recovery Plan non basteranno a recuperare le perdite che il Sud ha subito durante la pandemia e la sperequazione Nord/Sud aumenterà ancora. Eppure se lo Stato inviasse al Sud anche solo il 40 o il 50% dei fondi il PIL del Sud crescerebbe con un impatto positivo sull’economia nazionale.


Al Nord si sprecano soldi per linee ferroviarie veloci laddove non servono, al Sud si viaggia su linee vecchie e logore locomotive. E la lista sarebbe infinitamente lunga.


La gente va informata: non possiamo più vivere di “al sud c’è la mafia” oppure “al sud non vogliono lavorare”. Non possiamo più campare della rendita di personaggi di dubbia moralità che hanno instillato in un intero Paese la convinzione che la loro più grande ricchezza sia in realtà la sfortuna e il fardello di questa nazione. Il Sud è tesoro, sperperato e depredato.