• Luca Rampazzo

Ed è subito caos



Due ore e mezza prima della prima chiama sono saltati subito tutti gli schemi. Effetto prevedibile e previsto del ritiro dell'unico vero contendente alla prima carica dello Stato, Silvio Berlusconi. Apre le danze Calenda che lancia la corsa di Marta Cartabia. Aprendo uno scenario oltre la soglia del poetico, con Cappato che si trova a sostenere una ciellina. Spiace che questo significherà, più probabilmente che no, la fine della corsa dell'ex Presidente della Consulta. Ma non si è fatto in tempo a godere della mossa del cavallo al centro, che subito risponde Giorgia Meloni, lanciando il nome di Nordio.


Ora, la cosa non dovrebbe stupire nessuno, l'ex PM è sempre stato un favorito dalle parti di via della Scrofa. Va, però, detto, che immediatamente dopo si è scoperto che sì, FdI sostiene Nordio Ma voterà ugualmente scheda bianca. Quale il senso di tutto questo? Rispondere a Salvini facendo chiaramente capire a tutti gli altri attori che il leader leghista parla, a stento, per se stesso. Senza però rompere del tutto il fronte di Centrodestra. Sempre che esista ancora, naturalmente.

Il risultato definitivo sarà una nevicata sulla Camera. Ci si aspetta un maggioranza schiacciante di schede bianche. Non esiste ancora traccia del negoziato tra le parti. Anche se due segnali indicano che per fine settimane il circo dovrebbe chiudere. Renzi che dice a Letta che non può rifiutare tutte le proposte del centrodestra. Con il pesante sottinteso che i suoi voti sono più che sufficienti per aggirare i suoi veti. E Lupi, stamane, profetizzava un presidente al quarto scrutinio. E poi tutti liberi per il week end. Sarà. Ma non pare che al momento ci sia un nome particolarmente avanti agli altri. L'ultima terna, in ordine di probabilità, rimane Draghi, Casini e Mattarella. Vedremo che accadrà dopo la grande nevicata del pomeriggio.


Rubrica Ombre sul colle di Luca Rampazzo.