• A cura di Teresa Tardia

Scienza e sogni al festival della Mente di Sarzana


La XVII edizione del Festival della Mente parte da oggi 4 settembre 2020 ed è dedicato al tema del sogno.


Negli ultimi anni sta diventando realtà il sogno dei padri della medicina: utilizzare le armi del sistema immunitario nella lotta contro il cancro. Le terapie immunologiche si sono affiancate con successo alle strategie tradizionali. Il sogno, ora, è trovare nuove armi sempre più efficaci, ma anche coniugare l’avanzamento tecnologico con la sostenibilità. Un’altra sfida è capire – e plasmare – la risposta immunitaria contro il virus Covid-19. Infine, ma non ultima, la condivisione delle terapie più nuove ed efficaci, a livello mondiale, a beneficio della salute di tutti.


Proprio da questo momento storico particolare si apre la lectio “Immunità, dal cancro a Covid-19: sogni e sfide” dell’immunologo Alberto Mantovani (professore emerito presso Humanitas University, ateneo dedicato alla medicina e alle scienze della vita, e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas).



Alberto Mantovani Sidarta Ribeiro Alessandro Vespignan



Altre esplorazioni saranno fatte sullo stesso tema. Cosa sono i sogni? Quali sono le loro origini? A cosa servono? Sono incidenti dell’evoluzione oppure hanno ragioni profonde? Sidarta Ribeiro (neuroscienziato e biolog), nel suo intervento video L’oracolo della notte si rivolge a uno dei grandi rompicapi dell’umanità e guida nella contemplazione della vita interiore, lungo un cammino di secoli e millenni. Illuminare a fondo le funzioni e le ragioni dei sogni significa compiere un lungo viaggio che parte dalla biologia molecolare, dalla neurofisiologia e dalla medicina e arriva alla psicologia, all’antropologia e alla letteratura. Questa è un’avventura nella storia della mente umana per ritrovare la nostra capacità primigenia di sognare e di narrare.



Cristina Cattaneo Piergiorgio Strata


Predire il futuro è il nostro sogno sin dall’alba dei tempi. Nelle scienze naturali abbiamo inanellato una lunga storia di successi, ma cosa accadrebbe se questo sogno si avverasse non solo per fenomeni meteorologici, ma per tutta la nostra vita? Le nostre tracce sono ovunque. I pagamenti con il bancomat dicono cosa possiamo permetterci e cosa ci piace, il gps sullo smartphone registra gli spostamenti, l’algoritmo di Facebook impara i nostri gusti cinematografici e musicali. Non è più utopico utilizzare questi dati per scrutare il futuro di fenomeni molto più grandi: pandemie, guerre, crolli economici e politici, disastri naturali. Ma gli algoritmi non devono diventare oracoli indiscussi, altrimenti il sogno si trasforma in un incubo. Alessandro Vespignani esplorerà il tema durante il video intervento Algoritmi e oracoli.


La scienza viene anche a supporto della umanità: il sonno è caratterizzato dalla perdita dello stato di coscienza per il venir meno di un appropriato dialogo fra le varie regioni della corteccia cerebrale mentre si intensifica l’eliminazione delle scorie del metabolismo proteico responsabili di malattie neurodegenerative. Senza sonno vi è la morte per il crollo delle difese immunitarie. In assenza di messaggi che provengono dal mondo esterno, il cervello mantiene una determinata comunicazione al suo interno mettendo insieme in maniera frammentata memorie recenti e lontane. Da qui emergono contenuti che si manifestano come sogni, un'attività mentale da mettere sullo stesso piano di quella della veglia, ma in un mondo illogico e stravagante. Da questa riflessione prende avvio l’incontro Sonno e sogni con il neuroscienziato Piergiorgio Strata (neuroscienziato e accademico italiano), al Festival della Mente sabato 5 settembre alle ore 10 in Piazza Matteotti.


Lo scheletro di una donna uccisa dalla criminalità organizzata perché voleva cambiare vita, le schiere di morti non identificati e dimenticati, le vittime di violenza sessuale, i resti di personaggi storici che rivelano il passato. Il sogno di Cristina Cattaneo, medico legale, è quello di svelare i tanti misteri che si nascondono dietro alla realtà, di restituire un’identità alle vittime e di raccontare le storie di passione e di tenacia dei medici, biologi, archeologi e naturalisti che hanno contribuito ad aiutare la giustizia, a tutelare i diritti umani e a narrare di popolazioni antiche.


Alla manifestazione partecipano numerosi scrittori che declineranno e interpreteranno il tema secondo molteplici punti di vista. Ecco alcune anticipazioni.


Lo scrittore e studioso del pensiero antico Matteo Nucci con due incontri sul grande sogno della libertà degli antichi Greci. Di sogni ci parlerà anche lo scrittore e giornalista Paolo Di Stefano nell’incontro I sogni in valigia «Si partiva pieni di speranze e di sogni, anche se non era più il sogno americano di fine ‘800. L’emigrazione italiana del dopoguerra è stata un’emigrazione meno epica: più che il sogno poté il bisogno – racconta Di Stefano. Nel 1946 un accordo tra il governo di Roma e il governo di Bruxelles stabiliva che migliaia di giovani italiani sarebbero andati a lavorare nelle miniere belghe in cambio di carbone. Le condizioni “favolose” venivano elencate nei manifestini affissi sui portoni delle chiese e dei municipi che spronavano a partire in sicurezza. Le cose, molto spesso, andarono diversamente (ne è un esempio la catastrofe di Marcinelle dell’8 agosto 1956). Ma anche quando i sogni di benessere non si rovesciavano in tragedia, la fatica, il sacrificio e la nostalgia (il sogno del ritorno) facevano dimenticare le premesse, quelle che suggerivano di salire su un treno».


Inoltre, nella sua opera e prima ancora nella sua esperienza personale Kader Abdolah è un grande testimone della necessità dell’incontro con l’altro. Iraniano di origine, esule politico in Olanda dal 1988, è diventato uno dei più importanti narratori del paese nella cui lingua ha deciso di esprimersi. Le iniziative sono molteplici e di spessore per suscitare curiosità e con i principi della sicurezza per partecipare on line e in presenza e per illuminare il mondo di sogni che si trasformano in realtà.