• Teresa Tardia

Smart Working

L’Italia in questi giorni di emergenza ha scoperto lo Smart Working, una modalità lavorativa flessibile, veloce che ha scongiurato il blocco produttivo totale e permette di poter continuare a lavorare ed erogare servizi per molte aziende con minori disagi per i propri clienti: insomma da un lockdown fisico a un online-unlocking. In Smart Working si lavoro, meglio e più concentrati. In questo momento di crisi le ore di lavoro necessarie per fronteggiare tutte le criticità sono numerose e maggiori rispetto a una situazione normale, mille esigenze e soprattutto molte paure da dover gestire. Abbiamo scoperto di poter lavorare “all connected” dallo Smart Working, passando all’elearning e all’on line rooming o meetings.


Flessibilità e innovazione sono i due concetti top che decretano il successo dello Smart Working in tutte le sue forme. La flessibilità si coniuga in molti ambiti: flessibilità di orario, utilizzo di nuovi strumenti dai più semplici (come Zoom o Meets nella G-Suite o Webex di Cisco ecc.) a quelli più complessi e professionali (come WebinarPro o Adobe Connect ecc), nonché accesso alla rete e implementazione delle infrastrutture tecnologiche fino al potenziamento dei diversi sistemi di firewall e dei livelli di protezione dei dati. L’innovazione opera proprio a livello di mindset e di Digital Transformation con una apertura culturale a nuovi modelli operativi e organizzativi. Infatti, l’introduzione di progetti di Smart Working è accompagnata da progetti di Change Management in una ottica di cambiamento culturale verso la Human Digital Transformation.


Il lavoro diventa “Agile” e le ripercussioni sul work life balance sono estremamente positive (in questo periodo l’impatto è la riduzione dei livelli di ansia per il trasferimento verso il posto fisico di lavoro e maggiore senso di protezione di se stessi e degli altri). I lavoratori con lo Smart Working escono dal contesto aziendale e lavorano al di fuori in perfetta autogestione del proprio tempo e delle proprie priorità di lavoro. Si può manifestare un maggiore equilibrio generale tra vita privata e vita lavorativa. Si risparmia tempo e vi è una maggiore integrazione con il ritmo della famiglia e le relative esigenze. Si impara a lavorare collaborando e cooperando. Chi lavora in Smart Working interagisce in remoto con il proprio team e con i proprio riporti gerarchici (ove presenti) esattamente con le stesse procedure e nel rispetto delle reciproche esigenze



Lavorare in Smart Working richiede un forte commitment tra l'azienda e il lavoratore e la fiducia reciproca è il valore dei valori per adottarlo in modo efficace, efficiente e proficuo. Si superano le difficoltà legate ai processi di comunicazione e si risulta più attenti e precisi. In un’ottica professionale ogni persona è al centro di quello che è una opportunità: si è più veloci sul mercato e nella risposta al mercato, si lavora meglio e si è maggiormente allineati con quelle che sono le nuove tendenze in atto anche grazie alla capacità di potersi maggiormente concentrare su obiettivi e risultati.


Ci sono anche ostacoli da superare: non tutti i lavoratori hanno un PC e/o un tablet e non sempre nella famiglia vi sono più di uno di questi device. In Italia tutti hanno uno smartphone che integra strumenti operativi e app.


In molti ambiti più che in Smart Working si lavora in Home Working: si trascorre a casa molto tempo rispettando lo stesso orario d'ufficio con tutti i suoi extra: presupposto per lo Smart Working sono l'autogestione del tempo da parte del dipendente, saper riconoscere i propri obiettivi e saperli raggiungere in un rapporto di estrema fiducia con il proprio datore di lavoro che gli permette di autoresponsabilizzarsi per poter prendere tutte le decisioni del caso e svolgere in modo attento e completo il proprio lavoro.



Una ulteriore minaccia dietro lo Smart Working è legata alla percezione futura di perdita del proprio posto di lavoro: lavorare da casa significa avere maggiore produttività e per alcuni è rilevato come un potenziale taglio di posti di lavoro a fronte di un incremento di produttività individuale; dall'altro lato chi non si adegua a questa nuova modalità di lavoro può rischiare di mettersi fuori gioco da solo. Va superata la barriera culturale e ancora una certa avversione verso le tecnologie permane anche se possono fare del “bene”. I lavoratori devono migliorare i livelli della propria educazione digitale che ancora purtroppo manca.


Un modello spesso utilizzato nello Smart Woking è il BBB, Bricks Bits, e Behavior: ossia mettere i mattoni sugli obiettivi, i contenuti, lo spazio virtuale con si crea. il presupposto per lo Smart Working è andare a potenziare l’infrastruttura e la rete - bit o byte - essenzialmente con connessioni che supportano il trasferimento di dati, informazioni e contatti. nonché i comportamenti da adottare quando integriamo questo nuovo approccio, questa nuova trasformazione con una visione e mission del proprio Job e l’allenamento con i valori aziendali.


Questa nuova tendenza certamente sarà l’opportunità per nuove sfide lavorative e professionali che ora vedranno un acceleramento e una considerevole evoluzione verso un ulteriore cambiamento.