Guenda Goria: Stella al merito per la Cultura e la Solidarietà

Guenda Goria, figlia d’arte - di Amedeo Goria e Maria Teresa Ruta, il 28 ottobre 2019 ha ricevuto un riconoscimento importante, la Stella al Merito 2019, per il suo impegno nella divulgazione della cultura e della solidarietà tra le persone; tutto questo in una cornice dinamica con un pubblico di esperti e giovanissimi ad applaudire. Non solo essere in scena, ma divulgare anche conoscenza e impegno per migliorare la società in cui viviamo sono un impegno a cui questa artista non si sottrae.

 

 

Quali sono state le tue emozioni nel ricevere questo premio?

E’ stata una grande emozione e che riempie di orgoglio, di fatto è un premio che ho avuto il privilegio di veder nascere e vederlo crescere e imporsi in una scena nazionale e non solo con un così grande interesse e tante persone premiate di grandissimo calibro in tutti i settori. È un premio che ricevo come interprete, come figura artistica che si contraddistingue nella cultura e nella solidarietà - che sono due parole molto importanti; la solidarietà è fondamentale e dovremmo ricordarcene, poiché siamo in una epoca molto egoista, dove si ritiene che pensare a sé stessi sia il modo migliore per andare avanti, perdendo di vista la possibilità di arricchirci con la condivisione e la generosità. Aiutare chi ha meno e coloro che sono meno fortunati: tutti noi possiamo essere in una situazione o nell’altra. Dobbiamo ricordarci che possiamo vivere da una parte o dall’altra del mondo ed è una fortuna nascere nella parte più ricca: dobbiamo tenerlo ben presente. La cultura è un termine importantissimo e vorrei che le generazioni giovani lo tenessero ben presente. La cultura è ciò che ci aiuta a dare un nome alle emozioni che viviamo per non esserne in balia o sopraffatti dallo smarrimento che la nostra epoca ci provoca: ci dà le basi per attingere e immaginare che il futuro può essere migliore del presente che viviamo. Immaginare e trovare il modo per costruire, secondo me, è qualche cosa che le generazioni future dovranno fare. Spero che in futuro le cose possano cambiare, ma si può costruire e immaginare se si sa da dove attingere: la cultura è una parola fondamentale che deve tornare di moda.

 

 

In questo periodo è impegnata in uno spettacolo che la vede protagonista – La pianista perfetta, in che modo coinvolgere i giovani e attirarli per riflettere sul tema che porta in scena?

Io sono interprete come pianista e come attrice de “La Pianista perfetta” (scritto da Giuseppe Manfridi, per la regia di Maurizio Scaparro). Lo spettacolo - a cui tengo tantissimo, è unico nel panorama nazionale e internazionale. Racconta una storia d’amore bellissima e di grande romanticismo tra Clara Weick Schumann (1819-1896) e Robert Schumann (1810-1856). Lara è una donna di metà Ottocento, una grandissima pianista e un esempio di donna emancipata per l’epoca. Era un grandissimo personaggio. Era una artista dedita: parliamo di una donna madre di sette figli, che si dedica per mantenere il marito che soffre di disturbi psichiatrici. Quella che racconta è una storia d’amore bellissima al di là del tempo e dello spazio intrisa di romanticismo attraverso le note del pianoforte, parlando di una epoca di una profonda cultura vissuta in maniera quotidiana semplice ed emozionante. Ho la fortuna di poter interpretare una grande pianista come pianista e attrice; è uno spettacolo che invito tutti a venire a vedere. Sentirsi parte di una realtà e imparare a conoscerla; lo spettacolo, in particolare, è rivolto a tutte le donne. Il mondo è in mano alle donne: trovano sempre un senso per andare avanti.

 

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