La coppia dei Sogni 2020: Emanuele De Marino e Arjola Dedaj verso nuove sfide

Sono in compagnia della coppia dei sogni che con l’arrivo del piccolo Lorenzo è diventato un trio vivace e autenticamente gioioso. L’obiettivo di questo incontro è cercare di capire come è cambiata la loro vita e quali sono le prossime sfide. Si prestano in modo aperto e con emozione a rispondere alle domande. Entrambi illuminati dalle nuove esperienze fatte con l’arrivo di questo bimbo e dei risultati che sono riusciti a guadagnarsi!


Come è cambiata la vostra vita con l’arrivo di Lorenzo?

(Con prontezza risponde Arjola) Sono in compagnia del mio grande amore e del nostro cucciolo Leonardo che ha compiuto un anno da poco tempo - un tempo che è volato come un soffio veloce come le nostre gare - uno si prepara tanto tempo, poi partecipa a una gara che dura pochissimi secondi! La riflessione è che il tempo è molto relativo e bisogna goderselo tutto con generosità poiché va via velocemente.

Quali sono i vostri prossimi impegni sportivi?

A breve ci sono i mondiali a Dubai e la preparazione è stata avviata sin da subito dopo la nascita di Leonardo: ormai si è alle rifiniture finali del training. È stato un anno difficile il 2019 e molto impegnativo sia nell'organizzazione degli allenamenti che per lo studio di Emanuele e la vita quotidiana con il bimbo - prendersi cura di lui, accudirlo, è bellissimo, ma anche tanto impegnativo e man mano che cresce richiede più energie e ogni fase di crescita ha il suo momento bello, ma anche delicato. Noi vogliamo godercelo tutto, non vogliamo perdere nulla di lui, ma ci rendiamo anche conto che a volte con gli impegni agonistici, stiamo lontani come ad esempio lo sarà adesso per i mondiali dove ci sono giorni difficili e di tensione che dobbiamo affrontare. I nonni ci aiutano e sono felici. A volte si è provato a portarlo con noi al campo di allenamento. Adesso che cresce ed è più consapevole delle cose che lo circondano quando ci vede allenarci, si diverte un sacco e quando ci vede correre ride tantissimo, lui pensa che stiamo giocando con lui, e che lo rincorriamo per andarlo a prendere, e si diverte tanto. Già lo sport in sé ti insegna ad avere tanta responsabilità, verso i doveri, gli impegni che prendi in carico: il ruolo di genitori ci ha insegnato ad essere responsabili e al nostro bambino cerchiamo man mano di trasferirgli dei valori sani e principi fondamentali della vita, già di piccolo secondo noi si i possono apprendere le buone abitudini con il buon esempio; speriamo di essere bravi, l’essere genitori è importante e a volte si sbaglia ed è proprio lì che bisogna essere capaci e bravi per capirlo e lavorarci insieme per dare le nozioni giuste al nostro cucciolo.


A cosa puntate?

Il nostro obiettivo è avvicinarci sempre più al podio e spesso l’obiettivo è stato centrato, ma non è sempre facile, nella fortuna e nella sfortuna siamo stati abituati sia a perdere che a vincere, poi sappiamo dare la giusta importanza a una grande vittoria, se invece si è abituati a vincere sempre, quando perdi non accetti. Dalle sconfitte noi tiriamo fuori il meglio di noi stessi e ci impegniamo ancora di più per affrontare al meglio la sfida successiva, oltre noi ci sono tanti altri avversari forti di altre nazioni, ed è quindi giusto mettersi in gioco, cercare di superarli – anche i proprio limiti - allenare i propri limiti e tagliare il traguardo quanto prima possibile. Per noi il nostro avversario siamo noi stessi che dobbiamo cercare di superare e migliorare, poi ci piace sognare e se vinciamo ovviamente il sapore è ancora più bello. Ci piace stare con i piedi per terra anche se amiamo sognare e non saremmo la Coppia dei Sogni - siamo una coppia che si ama, ma anche sognare in grande, in particolare la grandezza di un mondiale e poi l’anno prossimo le paraolimpiadi. Ce la metteremo tutta per arrivarci, ad oggi abbiamo un motivo in più per fare tutto questo che l’amore del nostro bimbo e la sua gioia e la sua energia è quella che serve anche a noi per dare il meglio ed essere un buon esempio per lui. La motivazione in più che ci ha dato la nascita di Lorenzo e il progetto di Emanuele di finire gli ultimi esami all'università che erano rimasti in sospeso da tempo e ora siamo agli sgoccioli. È stato impegnato terminare gli esami di giurisprudenza.


Come fate a conciliare lavoro, famiglia e sport?

Tutte le mattine ci svegliamo e andiamo ad allenarci e abbiamo la responsabilità e il dovere di andare a lavorare tutte le mattine: la coppia dei sogni è una attività in cui abbiamo investito e abbiamo rischiato: abbiamo il dovere di continuità negli allenamenti, diversamente i risultati non arrivano. Il tuo corpo le devi allenare, stressare diversamente, lavori con i tuoi piedi e con le tue gambe e con la tua testa per fare il miglior risultato, in tutto questo c’è anche la disabilità con cui bisogna fare i conti. La disabilità mia della cecità e quella di Emanuele del piede torto hanno le sue esigenze e i suoi accorgimenti. Manuele ad esempio ha diversi scompensi fisici e servono tante cura e persone e tecnici che servono e che sono specializzati non solo nella disciplina sportiva, ma anche nella disciplina correlata alla disabilità stessa. Noi oltre agli impegni come atleti abbiamo anche questa nostro impegno morale di diffondere l’argomento della disabilità: è una sorgente in ognuno di noi da cui non bisogna sfuggire, ma accogliere tutto quello che si è in grado di fare. Ci piace raccontare le nostre esperienze e far vedere la disabilità con occhi diversi e non trattarla come un qualcosa di diverso. Ci piace parlare, parlare al pubblico, alle aziende a tutti quelli che ci vogliono ascoltare. Lo sport ci ha insegnato a stringere i denti e ad andare fino in fondo perché un sogno non è solo un sogna, ma devi tentare di realizzarlo.


Cosa vi serve ora?

Allianz è stata molto sensibile e interessata al progetto la Coppia dei Sogni e sono orgogliosi di accompagnarci già da diverso tempo e quindi almeno sotto queste aspetto siamo stati fortunati L’Italia non è ancora aperta all'agonismo paraolimpico ed è proprio questo il nocciolo della questione perché all’estero gli atleti paraolimpici ne fanno della propria attività una professione, vivono di questo e sono remunerati per fare solo questo, ossia un lavoro a tempo pieno, che dire sono le aziende che devono aprire gli orizzonti, non solo l’anno olimpico, ma tutto il quadriennio, il lavoro che si fa è il frutto di anni e anni di preparazione e non mi sveglio al mattino del 2019 e dico vado alle paraolimpiadi. Non è facile adesso stiamo cercando un aiuto da qualche azienda che ci possa supportare nei nostri ritiri e che sono tutti a carico nostro e sono molto dispendiosi avendo anche un bambino. Ci si è spinti forse anche troppo oltre con le spese e chiediamo alle aziende di darci una mano e anche loro possono seguirci come Fiat Chrysler Automobiles e Allianz Partner, e supportarci. L’anno prossimo è un anno molto importante noi vorremmo cercare di lavorare bene dal punto di vista tecnico in modo da migliorare e fare un salto di qualità e per questo serve non solo un investimento di tempo, ma ahimè anche di denaro, bisogna anche di parlare chiaro. Si investe e si investe con molto rischio. Noi come Coppia dei Sogni li siamo facendo, ma non è detto che possano portare i suoi frutti: Ce la mettiamo tutta non solo con il tempo e l’entusiasmo, ma anche con determinazione anche a livello economico.