• Marcello Menni

Rapporto internet e moda

La visibilità sul web è costantemente aumentata in questi 10 anni, aumentando del 20%, e raggiungendo picchi straordinari all’inizio del 2018. Le Scuole di Moda come veicolo del Made in

L’Articolo 3 è una associazione che si occupa di un ampio spettro attività sociali e di ricerche


Recuperando gli skill di alcuni centri studi fa prodotto un innovativo rapporto che individua i trend delle ricerche online sulla moda e il made in Italy nel mondo, indagandone il rapporto con l'attrattiva delle scuole di Moda in Italia, che lo ricordiamo non solo valgono 3 miliardi del nostro PIL, ma che hanno un fortissimo impatto sulla conoscenza del nostro Made in nel mondo.

Il Made In


Il Made in Italy ha, nei dieci anni della grande crisi, aumentato il proprio valore di quasi il 30% passando dal 370 ai 450 miliardi di euro. L’Italia è ridiventata un Paese esportatore netto, cercando attraverso l'export di superare i problemi di un crollo della domanda interna.


Il campo della moda, è un perfetto barometro di questo trend. Ha mantenuto costante la sua quota sul totale (il 5%) certamente non potendo contare sulle espansione del settore agroalimentare (in pieno boom anche grazie agli effetti di Expo Milano 2015), ma ampliato comunque fatturato e quote di mercato.


La visibilità sul web nello stesso paese del made in Italy in 10 anni è costantemente aumentata in questi 10 anni, aumentando del 20%, e raggiungendo picchi straordinari all’inizio del 2018.


Parzialmente diverso è lo stato di visibilità del settore della moda: se negli ultimi 5 anni è stata stabile, e ha goduto di un periodo d’oro durante i mondiali del 2012, sembra esserci stato un ridimensionamento rispetto agli anni d’oro del decennio 2000. A “cercare” la moda italiana sono soprattutto gli anglosassoni (Australia, Sudafrica, Irlanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada), le piccole tigri del sud Est asiatico (Singapore, Hong Kong, Filippine; Malesia), ma anche i Paesi Mediterranei (Grecia, Egitto) ed Europei (Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Belgio). Più staccati Pakistan e India. Ancor più indietro Russia, Germania e Francia.


Discorso assai diverso per il food: Australia e Stati Unite, con il piccolo Singapore, guidano la classifica nettamente.


Gli eventi del settore moda


Anche se il settore della moda è ormai presente sul web lungo tutto il corso dell’anno, e la sua visibilità è quasi costante, alcune variazioni hanno motivazioni particolarmente rilevabili.


La prima è quella delle settimane della moda che, anche grazie al proliferare degli stilisti e dei brand, si sono moltiplicate. Le quattro città e le relative fashion week più importanti sono oggi Milano, Parigi, Londra e New York.


Sono importanti perché qui hanno sede le case di moda più rilevanti per il mercato, le redazioni dei giornali di settore e molte aziende che ruotano attorno al business della moda (agenzie di comunicazione, studi fotografici, aziende di distribuzione e naturalmente scuole di formazione).


In queste quattro città si tengono ogni anno quattro settimane della moda dedicate al prêt à porter, due per la moda femminile e due per la moda maschile.


Le sfilate per l’uomo si tengono a gennaio e a giugno, mentre per la donna a febbraio e a settembre e in tutti i casi le fashion week iniziano con New York, poi Londra, Milano e infine Parigi (che solitamente dura di più perché ha più brand in calendario).


Non è un caso che le ricerche sul web si concentrino a questo proposito in febbraio e in settembre, soprattutto dai paesi anglosassoni (Stati Uniti, Canada, UK, Sudafrica) e dal Pakistan.

L’attenzione alle settimane sembra essere calata dopo il 2013 e dopo il boom, dovuto ad investimenti anticiclici, del 2009 e 2010.


Del tutto contraria a questo trend la visibilità degli eventi Milanesi, che nell’ultimo triennio hanno guadagnato visibilità nell’ordine di quasi di 20%.

Ottima comunicazione, quindi, accanto ad una sempre maggiore attenzione per il lusso, come vedremo fra poco.

Modella: Miriam Galanti / Fotografo: Gianfranco Corigliano

Gli acquisti natalizi


Se guardiamo ai primi sei brand “italiani” per valore (nell’ordine: Gucci, Pranda, Armani, Ferragamo, Fendi e Bulgari), vediamo che il periodo di dicembre è sempre quello di un picco di visibilità, in parte per le strategie di marketing comunicazione, in parte per il tradizionale legame con i regali natalizi e dell’ultimo dell'anno. Tale dinamica è assai percepibile: i picchi di visibilità del mese di dicembre vanno dal 20% a oltre il 50% per Armani.


Tutti questi brand hanno una visibilità in ogni caso stabile, quando non in grande aumento (Gucci e Fendi in particolare). Accanto ai grandi mercati tradizionali (USA e UK) naturalmente presenti i Paesi del Golfo Persico a cui si affiancano Singapore, Hong Kong, Brunei, Malesia e Indonesia. Oltre che Cina, Russia, Brasile e Pakistan i “bric” mai in recessione per il campo del lusso.



Le dinamiche della visibilità per le scuole di moda.


Tipicamente ciclica è anche la dinamica della visibilità delle scuole di Moda sul web. Sia la visibilità delle scuole di moda italiane che quella straniera è calata rispetto al decennio d’oro di inizio millennio. A partire dal 2012 la visibilità si è stabilizzata, con un solo picco, per le scuole italiane nel gennaio del 2016, probabile effetto della visibilità di Expo.


I picchi più significativi si concentrano fra gennaio-febbraio e agosto-settembre.


Se è evidente che gennaio e agosto sono i tipici periodi dell’anno in cui gli studenti e le loro famiglie si interessano a nuovi percorsi formativi e si informano per orientare le proprie scelte, è significativo come negli ultimi anni le ricerche si stiano sempre più spostandosi verso settembre e febbraio: un chiaro segno che le settimane della moda, con la loro forza comunicativa e simbolica e non solo pubblicitaria, stiano entrando sempre più nell’immaginario collettivo dei giovani e contribuiscano ad orientarne le scelte.


Altri picchi inferiori ai primi sono spesso determinati dai periodo di “open day” o similia , che si ripetono negli ultimi anni fino a novembre.


Molto curiosa è la quantità di ricerche riguardanti le scuole di moda, accanto a USA, Italia e UK, dei Paesi africani (Gambia, nuova capitale africana del tessile e della Moda, Nigeria) oltre che Pakistan con tutta evidenza una delle nuovi “tigri” nel settore della moda e del lusso.



https://www.wikimilano.it/wiki/Associazione_Articolo_3









Nota metodologica sulla ricerca


La ricerca si basa su strumenti di analisi di big data (open e non open) sui trend delle ricerche e sui trend topics dei principali social network.


La ricerca si è basata soprattutto sulle ricerche in lingua inglese.

Date le limitazioni sia dei motori di ricerca che dei social network per alcuni Paesi (Cina e Turchia in particolare) la ricerca non ha potuto concentrarsi sui detti paesi e i loro target.