L'alimentazione nell'infanzia


L'obesità è una patologia determinata dall'accumulo di tessuto adiposo in quantità eccessiva rispetto alle necessità fisiologiche dell'organismo. Il sovrappeso e l'obesità infantile risultano essere oggi un problema di rilevanza sociale ed è un fenomeno che in Italia colpisce 3 bambini su 10 ( il 21,3% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,3% è obeso). Tale patologia è destinata ad aggravarsi quando i genitori non accettano o non sono coscienti dello stato di sovrappeso dei propri figli: spesso considerano che rientrano nel range di normalità ma così facendo trascurano le complicanze ai cui andranno incontro.


Al giorno d'oggi l'alimentazione è cambiata rispetto ad un tempo, seppure si ha a disposizione un aumento di varietà di cibo, la qualità risulta essere inferiore. Con l'industrializzazione dell'alimentazione il cambiamento è stato notevole. Le produzioni di derrate tradizionali (farine, oli, marmellate, burro, formaggio…) che un tempo erano realizzate artigianalmente, sono ormai gestite all'interno di fabbriche e la scoperta di procedimenti di conservazione (il surgelamento, la liofilizzazione) consentono di mantenere più a lungo le qualità organolettiche di un gran numero di alimenti freschi sotto forma di conserve o di surgelati (frutta, verdura, carne, pesce…). L'evoluzione della società e l'emancipazione femminile hanno agevolato lo sviluppo dell'industria del “pronto in tavola” (piatti pronti, ristorazione collettiva…), non si preparano più ricette semplici fatte in casa, ma si è passati ai pasti fuori casa, alla ripetitività dei piatti veloci già pronti, ai fast food provocando così un aumento esponenziale del consumo di zuccheri semplici, di cibi impoveriti tramite i processi di raffinazione che se da un lato rendono maggiormente conservabili e appetibili gli alimenti dall'altro sono la causa della perdita di specifiche parti di nutrienti (vitamine, minerali, amminoacidi, fibre).


L'assorbimento dello zucchero semplice nel flusso sanguigno è molto più rapido rispetto all'amido contenuto nei cereali. Il glucosio così assorbito fa impennare la glicemia provocando dei picchi nei livelli di insulina, ormone che permette l'ingresso del glucosio nelle cellule portando rapidamente al rinnovamento della condizione di fame. Questo è uno dei motivi per cui i bambini tendono ad avere voglia, frequentemente, di merendine confezionate e bibite dolci con conseguente assuefazione dell'organismo. L'insulina inoltre innesca un processo di lipogenesi ovvero la produzione di grassi come il colesterolo e i trigliceridi che sono i maggiori responsabili dei danni al fegato. A lungo andare si giungerà ad una condizione di sovraffaticamento del pancreas che predisporrà al diabete e ad un'ipofunzionalità delle ghiandole surrenali. L'infiammazione da cui derivano obesità e malattie croniche è invisibile e non provoca dolore. È un focolaio nascosto che sobbolle, dovuto al nostro sistema immunitario che cerca di combattere i cibi di cattiva qualità come zuccheri, cibi industriali, grassi infiammatori (come i grassi trans o un eccesso di omega 6 contenuti in alcuni oli vegetali trattati, olio di semi di soia o di mais), lo stress, le tossine ambientali, gli allergeni alimentari, gli squilibri nella flora batterica intestinale e la sedentarietà.


L'attività fisica riduce drasticamente l'infiammazione il che spiega perchè essa è così cruciale nella cura della diabesità. I bambini di oggi trascorrono sempre più tempo in casa, molte più ore davanti la tv e poche attività ludiche all'aperto e seppure 2-3 volte alla settimana praticano qualche ora di sport, poco conta se nell'immediato reintegrano cibi dolci, salati, bevande zuccherate, snack ad alta densità calorica, spesso mangiati per noia o gola e non per reale fame.


Quali sono quindi i cambiamenti nutrizionali da mettere in atto al fine di ridurre l'incidenza della diabesità nei bambini? La qualità del cibo ha la stessa importanza della sua quantità. Il segreto è la qualità e il tipo di alimento che mangiamo e non necessariamente la quantità di calorie che assumiamo. Facciamo sparire dalla dieta gli zuccheri raffinati, le bibite zuccherate, i succhi di frutta, i prodotti industriali confezionati. Una dieta ottimale per prevenire la diabesità include grassi salutari (l'olio extravergine d'oliva, la frutta secca, l'avocado, i cibi ricchi di omega 3), oltre ad una quantità modesta di proteine animali e vegetali (pesce pescato, uova da allevamenti a terra o biologiche, piccole quantità di pollame magro, legumi) e carboidrati sani (legumi, verdure, cereali integrali e fibre). Ricordiamoci di fare una colazione nutriente ed equilibrata contemplando anche una porzione di proteine (ad esempio uno yogurt o della ricotta o un uovo), di fare dei piccoli pasti frequenti e ricchi di fibre durante il giorno (merende a base di pane di segale o ai cereali con olio o pomodoro, cioccolata fondente, frittatina, frutta secca, frutta fresca, vegetali crudi), e di abbinare una buona dose di esercizio fisico che oltre a prevenire l'incremento di peso è una cura naturale contro lo stress. Esempio di alimentazione equilibrata per bambini:


Colazione: una bevanda (latte, thè, spremuta) bilanciare con una fonte proteica e glucidica ad es. uno yogurt con muesli e scaglie di cioccolato fondente, del pane fresco con creme di frutta secca 100% (mandorle, nocciole e cacao) oppure con marmellata senza zuccheri aggiunti, pane un velo di ricotta e granella di noci, una fetta di dolce casalingo, 1 pancake, una frittatina con scaglie di cocco e cannella con pane ai cereali

Merende: un frutto o un frullato (ad es. latte banana e scaglie di cocco), una barretta a base di cereali frutta secca o semi oleosi (zucca, chia) e miele, un piccolo panino se si fa sport, uno yogurt intero bianco con cereali integrali e frutta fresca.

Pranzi/cene: 1 fonte di carboidrati (cereali, pasta, legumi, patate, pane), una fonte proteica (carne e pesce magri, formaggi, uova allevate a terra, affettati senza conservanti), non deve mancare una fonte di fibre alternando verdure crude e cotte condite con olio evo, erbe aromatiche e spezie antiossidanti (curcuma, zenzero).


Riferimenti Dott.ssa Cristina Mosca

Dietista Ambulatorio Privato a Roma

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