• Teresa Tardia

Guarda avanti Non girarti dietro

In bicicletta in un parco affollato con tante mamme e bambini, osservo una scena mentre pedalo: lungo la pista ciclabile un bimbo va sul suo monopattino e cerca di attirare l’attenzione del genitore - guarda insistentemente indietro per vedere se qualcuno (la sua mamma) lo sta osservando; il piccolo spinge il monopattino e va avanti ignaro del pericolo che sta per corre. Da lì a poca distanza vi è una panchina lungo la sua strada. Guarda dietro di sè, e senza accorgersi curva l’andatura con il suo monopattino - e la figura familiare che è distante non può vedere cosa sta per accadere. Mentre osservo tutto con buon senso ho i riflessi pronti per dire al bimbo “guarda avanti”: giusto in tempo il bimbo si ferma ed evita una rovinosa caduta.

Continuo a pedalare verso la mia meta e faccio una riflessione tra guardare avanti e guardare indietro. Nella nostra vita, spesso siamo orientati a guardare tutta la storia del nostro passato con insistenza in dietro, guardare a fatti e persone che non ci hanno portato magari dove volevamo essere. Spesso ci soffermiamo dove siamo caduti, dove ci siamo fatti mali, sul rancore verso gli altri per quello che hanno fatto o non fatto, per gli screzi sul posto del lavoro, per le promozioni non ricevute, per il disinteresse mostrato nelle diverse situazioni. Tutto questo guardare insistentemente e con continuità indietro incide rovinosamente sulla nostra vita dal punto di vista emotivo, emozionale e morale. La prospettiva della vita guardata indietro ci porta a vivere con rancore tutto quello che è accaduto o con astio e pregiudizi verso le persone.

Guardare indietro ci fa cadere. Bisogna integrare il proprio passato nel presente ed essere consapevoli che il passato non si può cambiare, ma possiamo favorevolmente modificare la prospettiva del presente e del nostro futuro.

Gli errori e gli insuccessi del passato vanno consapevolizzati e sono una fonte di apprendimento per il nostro futuro migliore. Guardare in avanti genera prospettiva. Se guardiamo indietro non vediamo più la prospettiva della nostra vita in avanti. Certo chi ha paura del futuro vive in ansia. Ora parliamo di prospettive e non di paura. Si fa riferimento all’orizzonte da raggiungere e identificare un percorso che se guardiamo avanti potrà essere anche modificato.

Dunque guardare avanti. Ad esempio se si perde il lavoro, si deve guardare in avanti per non restare vittima dei meccanismi rovinosi che ci hanno portato alla sua perdita. Guardare avanti significa diventare consapevoli di sé e delle possibilità di trovare una nuova occupazione.

Se una relazione sentimentale non funziona è inutile restare a guardare indietro cosa avremmo voluto e che non si è trasformato in realtà. Nella vita le persone si incontrano, si fa un pezzo di strada con loro, con un grande senso di amore si lasciano anche lasciar andare via per qualcosa che “non funziona più” senza intestardirsi.

La vita è andare avanti, se ci si gira indietro bisogna stare molto attenti, deve essere un micro secondo. Il passato non potrà essere cambiato, ma possiamo migliorare il nostro presente e futuro con coraggio e onestà, solo avendo presa consapevolezza del passato e appreso dagli errori.

Guardare avanti significa fare scelte coraggiose per sé e non per l’approvazione degli altri.

Guardare in avanti vuol dire vedere lontano, “chi sono”, “dove voglio andare e arrivare” e “in che modo” con quali talenti, ambizioni e competenze. Possiamo migliorare verso il futuro gli atteggiamenti e renderli a noi consapevoli per il nostro futuro.

Guardare avanti significa porsi degli obiettivi per raggiungere un risultato che si trova lunga la linea del nostro orizzonte e capire quali sono le ambizioni personali e quali vogliamo realizzare. Guardare avanti significa mantenere la nostra “rotta” con equilibrio, perseveranza e energia per crescere con consapevolezza verso le nostre mete.