Libarca: Intervista a Claudia Ponzi

Claudia Ponzi è una giovane artista che vive a Milano e sperimenta forme artistiche di espressione innovative. La sua opera Libarca, di cui parleremo in questo articolo, nasce dall’unione delle parole libreria e barca. L’opera è composta da una libreria che cambia funzione e diventa una barca. Libarca è sta messa in acqua, nella Darsena a Milano a più riprese e prende il nome di una famosa libreria che si chiama Billy e può navigare in qualsiasi contesto.

Alcune caratteristiche distintive della Libarc Billy sono:

  • il giallo che rappresenta il colore del plesso quindi del potere personale, del riuscire a portare a compimento la propria volontà, è un colore molto caro all’artista. A lungo è stata indecisa con il blu pensando al film “Blue” di Derek Jarman o alla tonalità di blu creata da Yves Klein

  • il neoprene per umanizzare la libreria con la ricerca di un tessuto che non formi pieghe e nello stesso tempo morbido e spesso.

Ho avuto modo di sottoporre alcune domande a Claudia Ponzi dopo la sua performance in Libarca Billy:

Cosa hai provato prima di iniziare la performance?

Nei confronti di questa performance ho avuto un duplice sentimento distinto dalla temporalità. Inizialmente, come sempre, quando presento una performance, sono molto agitata, perché voglio che tutto vada per il verso giusto. Nella fase iniziale ero molto concentrata su quello che non si vede della performance, diciamo tutti i retroscena, ci sono tante cose a cui pensare: la documentazione, scegliere un'estetica comprensibile e site specific, gestire tutte le persone coinvolte e aspettarsi che potrebbe succedere qualsiasi cosa imprevista. Ogni persona coinvolta aumenta l’imprevedibilità, ma non mi riferisco solo ai tecnici e i collaboratori che di norma scelgo con estrema attenzione, ma anche a tutti coloro che fruiscono dell'opera, che potrebbero apprezzarla in modi molto differenti.

Cosa è avvenuto durante la navigazione?

Mi sono accorta nel pieno della navigazione, del senso di felicità: forse può sembrare assurdo per la gente comune, ma salire su una libreria e usarla come un’imbarcazione, per me è stato quasi una normalità anche se non l’avevo mai fatto prima di quel momento. Provavo un grande senso di libertà che continuamente si confrontava con gli sguardi del pubblico occasionale della Darsena che sognante e stupefatto mi urlava “è un mobile?”

Quali sono state le tue emozioni alla fine quando la Libarca è stata ancorata sulla Banchina della Darsena?

Nel secondo giro, quello che ho fatto con Gabriele Franzi il musicista, ero semplicemente felice perché tutti quelli che erano i miei propositi sono stati raggiunti: Siamo riusciti a navigare per circa 20 minuti senza incombere in rischi reali. Oltre al secondo esperimento fatto il 7 maggio un ulteriore test è quello di valicare la tratta di mare di 700 metri, che separa due località per me familiari, l’Isola di Albarella da Rosolina Mare in provincia di Rovigo, un tratto di correnti forti, che dalla laguna si affaccia al Mar Adriatico. Quando sono tornata al molo la Billy barca è stata ancorata alla banchina della Darsena dal mio tecnico progettista navale Fabrizio Formicola che mi ha osservato e seguito, insieme a tutti gli altri. In quel momento ero esausta quanto emozionata per tutte le persone che mi avevano vista realizzare il mio sogno.

Per ulteriori informazioni sull’artista www.claudiaponzi.com